Tie Guan Yin (ossidazione 15%)

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In un periodo del remoto passato non meglio precisato, si ha notizia di un contadino cinese di nome Wei che abitava e lavorava nell’attuale provincia del Fujian, più precisamente nella Contea di Anxi. Nel corso della sua vita, attraversava giornalmente i suoi campi coltivati e durante questo tragitto passava davanti ad un tempio con la statua della dea Kuan-yin, la dea della Misericordia. Si tratta di una delle divinità buddiste più note della Cina, sono molte le statue che la rappresentano ed è venerata dai taoisti. Chiamata anche madre della guarigione, per il buddismo è il volto che ha preso il bodhisattva (definibile per sommicapi come percorso di perfezionamento al fine di raggiungere lo stato di Buddha) della compassione di Avalokitesvara (Kannon in giapponese).

Il tempio era in uno stato fatiscente, in completo stato di incuria e necessitava di riparazioni, e questo non era apprezzato da Wei; ma lui era solo un povero contadino, e non aveva i mezzi per poterlo restaurare. Però sentiva il bisogno di fare qualcosa. Prese quindi l’abitudine di pulire con una scopa il tempio, e di accendere dell’incenso al suo interno in onore della dea, ripetendo queste operazioni per due volte al mese, per diversi mesi. Wei dimostrò grande devozione alla dea Kuan-yin, offrendo quel poco che la sua esistenza gli aveva concesso.

Tanta abnegazione venne infine ripagata: una notte, in sogno, la dea apparve a Wei, che per ringraziarlo gli diede le indicazioni per raggiungere una grotta dove avrebbe trovato un tesoro. Il giorno dopo il contadino si diresse dove gli era stato indicato, ed entrato trovò all’interno il germoglio di una pianta di tè. Prese con se il dono ricevuto ed iniziò a coltivarlo prima nei suoi campi ed in seguito in quello dei suoi amici, ai quali ne aveva donato alcune piantine. Quella pianta cambiò la vita di Wei, perché ne ricavò un tè dai sapori molto particolari che gli permise di ottenere grandi profitti dal suo commercio. In onore della dea da cui lo aveva ricevuto, gli diede il nome di Tie Guan Yin.

Questa leggenda non è l’unica riguardo alla storia di questo tè (molto nota è anche quella di Wang, uno studioso che amava scalare le montagne e che un giorno trovò la pianta nella fenditura di una roccia), ma è sicuramente la più famosa e per certi versi più suggestiva. Da essa si prende ispirazione anche per alcuni soprannomi che gli vengono dati, tra cui quello di Dea Ferrea della Misericordia che acquista un duplice significato: il primo in riferimento al materiale con il quale era fatta la statua del racconto, il secondo in riferimento al colore preso dalle foglie dopo la lavorazione. Ma al di là delle metafore e gli insegnamenti insiti nella leggenda, il Tie Guan Yin da sempre viene considerato uno dei tè più pregiati in assoluto, inserito da sempre nella lista dei 10 tè più famosi della Cina (per gli amanti delle classifiche, si posiziona al terzo posto).

Tie Guan Yin - Foglie

Come narrato, la coltivazione di questo tè avviene principalmente nella Contea di Anxi, sebbene oggi venga prodotto anche in altre regioni (cosa che, come lecito supporre, da vita ad infusi dalle caratteristiche leggermente differenti), ed a differenza di quello che si potrebbe immaginare dal racconto si tratta di una produzione relativamente recente, essendo iniziata nel diciannovesimo secolo. Il Tie Guan Yin appartiene alla famiglia degli Oolong, ovvero le foglie sono in parte ossidate; in questo caso si tratta di un leggero trattamento, dato che abbiamo percentuali che si aggirano normalmente intorno al 15-20%, fino ad un massimo del 30%. La lavorazione segue canoni abbastanza comuni per questa tipologia, rimanendo entro un ambito generale: dopo una fase di appassimento delle foglie avviene la cosiddetta rollatura, che avvia il processo di ossidazione e che viene interrotta dalla successiva operazione di tostatura, attraverso la somministrazione di calore che serve ad annullare la funzione enzimatica. Il prodotto finale, ottenuto attraverso diversi tipi di passaggi, si presenta in foglie appallottolate e prive di picciolo.

L’infuso ottenuto da queste foglie ha un’alta resa: non solo si presenta facile da preparare, con temperature e tempi di infusione elevati e con discreti margini di manovra, ma le stesse foglie possono essere infuse più volte: qualità questa tipica di alcuni tè verdi ed affini (bianchi, gialli) ma che con il Tie Guan Yin raggiunge vette significative. A seconda dei casi, infatti, è possibile infondere le stesse foglie anche 5-6 volte, fino ad arrivare a 10 infusioni in situazioni particolari. Unica attenzione da porre durante la preparazione, è quella di lasciare molto spazio alle foglie: come gran parte degli Oolong, questo tè viene prodotto da foglie più vecchie e di conseguenza di dimensioni maggiori, e durante l’infusione le piccole palline si aprono occupando molto più spazio.

Tie Guan Yin - Infuso

La gamma di profumi e sapori che dona l’infuso di questo tè è di una vastità unica. Il profumo è ricco di note floreali intense ed inebrianti che ricordano alcuni tè verdi e bianchi, mentre al palato risulta dolce e rotondo, dall’accento mielato, con inconfondibili aromi fruttati che pervadono soprattutto il retrogusto. Una vera e propria sinfonia in bocca, che persiste anche per diversi minuti dopo averlo bevuto. Le varie note di sapore dipendono dalla varietà e dal periodo di raccolta delle foglie; particolarmente apprezzata è la Spring Tieguangin, ovvero la raccolta primaverile che avviene subito prima dell’Estate, che si contraddistingue per l’aroma di bacche. L’infuso si presenta chiaro, limpido, di un giallo brillante.

La preparazione del Tie Guan Yin si adatta perfettamente alla tecnica del Gong-Fu Cha, ed è indicato per essere bevuto nel primo pomeriggio o nella tarda mattinata.

 

Tipologia Oolong
Provenienza Cina, Contea di Anxi nella provincia del Fujian
Soprannomi Iron Goddess of Mercy (Dea ferrea della misericordia), Iron Buddha
Dati di infusione (250 ml) 3,5 g, 95 °C, 5 minuti
Colore infuso Giallo brillante, limpido
Sapore Note floreali, gusto dolce dall’accento mielato rotondo e delicato, sapori fruttati con retrogusto persistente

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