Kekecha

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Probabilmente è fuori luogo e inadeguato in questo sito dedicato a ben altro, ma vorrei ricordare molto brevemente le vittime e i danni provocati dai terremoti degli ultimi due mesi: sebbene non hanno finora provocato danni dove vivo, tranne per delle crepe ad una chiesa, non abito distante dagli epicentri e le scosse si sono avvertite molto forti ed evidenti anche nella mia città. E se sono preoccupato per me, posso solo immaginare cosa prova chi ha perso tutto in questi giorni. Scusandomi con chi può non apprezzare questo incipit, torniamo a parlare di cose più frivole. Inizialmente in queste pagine volevo introdurre i tè aromatici, aprendo così un discorso più vicino ai gusti e alle abitudini europee; ma una visita al mio punto di riferimento per l’acquisto di tè, come sempre ho cercato di provare qualcosa di nuovo e mi sono trovato davanti ad un prodotto che risulta decisamente particolare per le sue proprietà inusuali: sto parlando di quello che viene chiamato Kekecha.

Per chi conosce il cinese (chi non parla mandarino al giorno d’oggi al di fuori del Celeste Impero?) la peculiarità diventa palese leggendo il nome: Keke vuol dire cioccolato (Cha, come già scritto nelle pagine di questo sito, vuol dire ). La coltivazione di questo tè, infatti, avviene ad alte quote sulle montagne del Guangdong nei pressi di piantagioni di cacao. Tale combinazione fa si che le foglie del Kekecha NON producono teina, bensì contengono teobromina. Premesso che in piccole quantità si trova comunque nelle foglie del tè, in questa particolare varietà è presente in quantità decisamente importanti. La teobromina è un alcaloide tipico del cacao e di molti suoi derivati, ed è uno stimolante naturale del cervello, e più precisamente del sistema nervoso centrale agendo sulle sue sinapsi; oltre a questo ha una blanda azione diuretica e vasodilatatoria. Chiaramente, la sua presenza incide anche sull’aroma ed il sapore dell’infuso.

Kekecha - Foglie

A livello tecnico, il Kekecha rientra nella classificazione dei tè gialli: è soggetto quindi alla fase di ingiallimento e subisce una leggera ossidazione che viene interrotta quasi subito con un trattamento alla fiamma. La quasi assenza di teina sostituita dalle teobromina amplifica le proprietà stimolanti e riduce quelle eccitanti. I sentori del cioccolato si sentono principalmente annusando le foglie, più che nell’infuso. Le particolari proprietà di questo tè, che lo distinguono anche da altri di analoga tipologia e lavorazione, lo hanno reso uno dei più apprezzati nei secoli passati tra i monaci buddisti.

Le foglie si presentano di medie-grandi dimensioni, non siamo di fronte alla raccolta delle gemme o della prima foglia adiacente. La lavorazione le rende molto secche e dalla forma lunga ed irregolare, con colorazioni variegate che vanno dal verde scuso, al bronzo, al giallo ocra. Tale aspetto le rende non facili da gestire, perchè poche foglie occupano molto spazio ed anche in colini di dimensioni generose non sono facili da maneggiare. Il Kekecha si dimostra particolare anche in fase di infusione: a differenza di quello che ci si potrebbe aspettare da un tè giallo, i tempi sono brevi, paragonabili a quelli di un tè nero: circa 2 minuti, considerando le normali quantità che normalmente uso per le infusioni normali.

Kekecha - Infuso

In tazza è abbastanza sorprendente: data la tipologia mi aspettavo un infuso chiaro ed un gusto abbastanza tenue, ma così non è. Il colore in tazza è di un giallo intenso, scuro, direi di una tonalità di ocra. Al naso si può già avvertite il carattere intenso di questo tè, dalle note decisamente fruttate e con un accenno molto tenue di cacao (non ho un grande olfatto, ma sebbene molto a stento sono riuscito a sentirlo anche io). Al gusto sembra quasi che al Kekecha sia stato aggiunto un dolcificante: è molto intenso con un aroma di noci e fortemente mielato, e con un retrogusto finale leggermente speziato. In bocca ha una persistenza notevole, sia sul palato che in gola, tale che si può avvertire anche dopo parecchi minuti dopo la degustazione, con note molto simili a quelle dell’infuso (miele, noci) e dal carattere rinfrescante.

Tra tutti i tè di tradizione millenaria (tè verdi, gialli e bianchi) che ho avuto modo di assaggiare provenienti dalla Cina, questo è sicuramente quello dalle note aromatiche più evidenti, e probabilmente tra quelli in purezza il Kekecha è quello che si avvicina di più ai gusti tipici europei. Il suo sapore lo rende ideale per essere degustato la sera, idealmente dopo cena, e per via della sua natura dolciastra meno indicato per essere accompagnato con dolci e biscotti, ma per essere preso da solo.

 

Tipologia Giallo
Provenienza Cina, montagne del Guangdong
Soprannomi
Dati di infusione (250 ml) 3,5 g, 80 °C, 2 minuti
Colore infuso Giallo intenso opaco, tendente all’ocra
Sapore Aroma di noci fresche, forte sentore di miele, accenno di spezie come retrogusto. Rinfrescante, persistente sul palato

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